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A cura di Dott.ssa Donatella Bresciani (Ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (Specialista in Ostetricia e Ginecologia - Andrologia)

Il taglio cesareo consiste nel far nascere il bambino attraverso un’incisione chirurgica nelle pareti dell’addome e dell’utero; rappresenta la soluzione migliore per evitare i rischi di un parto complicato.

Le attuali indicazioni ad effettuare un taglio cesareo sono rappresentate da:

  • sproporzione feto-pelvica: la madre ha per statura o conformazione, un bacino stretto, sproporzionato al corpo del bambino, oppure se il feto è molto grosso rispetto al bacino materno
  • se il feto si presenta in posizione podalica: il bambino ha la testa in alto e i piedi o le natiche in basso
  • possono essere presenti, più raramente, altre presentazioni anomale quali presentazione di faccia, di fronte, di spalla che impediscono la nascita del feto per via vaginale
  • anomalie di posizione della placenta o distacco di placenta
  • presenza di ostacoli al passaggio del feto (fibromi uterini previ)
  • distocia cervicale: il collo dell’utero non si dilata pur in presenza di contrazioni valide
  • malattie complicanti la gravidanza che richiedono un parto anticipato
  • gravidanza gemellare
  • pregresso taglio cesareo: se la madre ha già avuto due o più figli con il taglio cesareo.

Attualmente il taglio cesareo viene praticato in anestesia spinale, che non rappresenta un pericolo per il bambino e rispetto all’anestesia generale comporta meno complicanze materne. Per l’esecuzione dell’ intervento attualmente viene seguita una tecnica nuova (taglio cesareo secondo Stark) che consente un intervento più rapido, minor perdita di sangue, meno traumi sui tessuti, minor durata della degenza post-operatoria, minor rischi complessivi sia per la madre sia per il bambino.
Dopo il taglio cesareo è necessario un periodo di convalescenza e l’allattamento al seno può svolgersi normalmente.

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